Delirium

Nella città di Melle, nelle Fiandre orientali, risulta essere in attività una fabbrica di birra, la Appelhoek, fin dal 1654 ma per trovare le origini di una birra che ha conquistato il mondo a dorso di elefante bisogna arrivare al 1906 quando Leon Huyghe, trasferitosi a Melle, acquistò il birrificio locale che oggi, di generazione in generazione, è la Brasserie Huyghe che ha creato la birra dell’elefantino rosa.

Non è il titolo di un film di Dario Argento ma il nome di una birra, meglio di una linea di birre che la Brasserie Huyghe definisce Deliria, giustamente al plurale visto che dalla prima Delirium Tremens nata nel 1989 la gamma si è arricchita di altre specialità. Un nome destinato a colpire l’immaginazione del pubblico perché tutti sanno cosa vuol dire in campo medico il delirium tremens: uno stato confusionale accompagnato da febbre, tremore e incubi notturni. Se pensate che la scelta di questo nome sia un invito a bere molto, fino all’alcolismo, siete in errore; la realtà, o così la raccontano alla Huyghe, è molto più simpatica e casuale. Sembra che già nel 1988 il team di produzione stesse lavorando, su sollecitazione dall’Italia, alla produzione di una birra bionda, di elevata gradazione alcolica, a tripla fermentazione, e quando finalmente ottenne il risultato voluto si pose il problema: quale nome dare a questa nuova birra? Ore e ore di discussione finché uno dei partecipanti alla riunione non sbottò dicendo se non la finiamo mi verrà il delirium tremens. Incredibile ma il nome era stato trovato!  E se il patologico delirium tremens è caratterizzato da allucinazioni, cosa di meglio che rappresentare in etichetta un elefante rosa, un coccodrillo e un mostro? E se a tutto questo aggiungiamo un packaging davvero notevole, un’originalissima confezione che ricorda le ceramiche di Colonia, non dobbiamo meravigliarci che, in soli 10 anni dalla nascita, la Delirium abbia conquistato il mondo, infatti nel 1997 è proclamata migliore birra del mondo dal beer hunter americano Stuart A. Kallen, titolo confermato nel 1998 dalla medaglia d’oro per la categoria strong belgian ale al World Beer Championship di Chicago.

La Delirium Tremens è una Strong Belgian Golden Ale di grad. alc.8,5% vol., con un bel cappello di schiuma, dall’aroma leggermente maltato e speziato (coriandolo e arancia); al sapore vanta un’intensa vena di alcol, note fruttate e fiammate di luppolo (saaz e styrian golding), in un alternarsi di dolce-amaro dall’eccellente equilibrio gustativo, mentre il retrogusto è forte, persistente e secco. Una birra inebriante, classica da meditazione ma ottima come aperitivo con prosciutto e formaggi stagionati, con primi piatti strutturati, secondi di carne, brasati, stufati, arrosti anche di selvaggina.

Confraternita dell’elefante rosa

Fondata il 24 aprile 1992 da Jean De Laet, marito di Any Huyghe nipote di Leon Huighe, la Confraternita si prefigge l’obiettivo di promuovere, a livello sia nazionale che internazionale, le antichissime tradizioni delle birre regionali di Melle, in particolare “Delirium Tremens”, in quanto prodotti di qualità, facendole apprezzare come birre “veramente vicine a noi”. Intende altresì riportare le birre regionali di Melle al posto speciale che meritano nelle ricette gastronomiche e culinarie. La Confraternita è attiva anche in ambito sociale, offrendo regolarmente la propria collaborazione a numerose attività, il cui ricavato viene devoluto in toto al reparto di Psichiatria infantile della clinica psichiatrica “Caritas” di Melle.

Brasserie Huyghe

Quando Leon Huyghe rilevò la fabbrica di birra di Melle la chiamò Den Appel, la mela, poi, nel 1928, Albert Huyghe e il cognato Louis Droesbesque, procedettero ad un drastico ammodernamento: abbatterono il vecchio edificio e ne fecero costruire un altro, dotato di impianti di raffreddamento e fermentazione. A distanza di 10 anni, il birrificio cambiò anche il nome, divenne Leon Huyghe. Un nuovo impulso allo sviluppo arrivò negli anni 60 ma lo slancio definitivo avvenne quando il genero di Albert Huyghe, Jean De Laet, prese il timone dell’azienda familiare. Grandi investimenti e nuove birre caratterizzano quel periodo della storia aziendale che oggi, alla quarta generazione con il figlio di Jean, Alain De Laet, vanta un nuovo, ultramoderno stabilimento con tecnologie avanzate e siccome le buone birre, oltre che sugli impianti tecnologicamente avanzati, deve contare sugli uomini, sono state inserite nuove competenze che garantiscano gli alti standard di qualità dei prodotti Delirium, il cambio di mentalità del personale tutto e la creazione di nuove birre. Oggi la capacità produttiva ha superato i 150mila ettolitri e punta decisa verso i 300mila, le esportazioni raggiungono più di 20 Paesi e rappresentano più del 50% del fatturato. Basta entrare alla Brasserie Huyghe per rendersi conto di tutto questo, della tradizione, ben rappresentata dal museo, dell’accoglienza, cosa di meglio per un birrificio di 2 splendide caldaie di rame, della qualità, indiscussa e medagliata, della modernità, e citiamo ad esempio la nuova sala di brassaggio Krones. Un’ultima notazione, non di poco conto: la Brasserie Huyghe fa parte di BFB, Belgian Family Brewers, a riprova che è un autentico birrificio belga a conduzione familiare dalla forte identità.

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Redazione Birra&Sound
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