Blanche des Flandres

La novità dell’estate di Roman Brouwerij, storica Birreria familiare di Oudenaarde nelle Fiandre occidentali, è una birra stile blanche che si presenta sul nostro mercato in bottiglia da 33cl e da 75cl con tappo di sughero, un packaging particolarmente adatto alla ristorazione, e in fusti da 20 l

La stagione che volge all’estate segna un maggior consumo di birra, almeno questi sono i dati nazionali; in particolare si cercano birre meno “robuste”, più dissetanti. Anche chi non nutre particolare passione per la birra, quando arriva il caldo, la scopre e chiaramente si orienta verso stili dal sapore delicato, non amaricanti, di bassa gradazione alcolica. Decisamente l’estate è il momento d’oro delle birre di frumento, leggere e fruttate, è il momento delle tedesche weisse e delle belghe blanche. Quest’ultimo stile birraio, bière blanche o witbier in fiammingo, si distingue dalle cugine tedesche pur appartenendo alla stessa categoria di birre di frumento. Qual è la differenza? I mastri birrai tedeschi utilizzano frumento maltato per le loro weizen, i mastri birrai belgi invece scelgono frumento non maltato per produrre le loro blanches, ed è questo che conferisce caratteristiche olfattive fruttate alla birra, e prediligono l’utilizzo di spezie, coriandolo e arancia curação, sacrificando il luppolo. Inoltre la legge belga impone che la percentuale di frumento sia almeno del 50% ma permette l’uso di altri cereali, cosa assolutamente inconcepibile in Germania; il cereale preferito è l’avena che, usata in piccole proporzioni, conferisce una morbidezza quasi vellutata al prodotto. Non ultimo, le bières blanches prevedono la rifermentazione in bottiglia, assente nelle weizen.

Le primissime blanche, che risalgono al medioevo, erano prodotte con un mix di erbe aromatiche chiamato “grut” a cui venivano aggiunte spezie quali chiodi di garofano, noce moscata, cumino ed altre. Dopo la scoperta dell’America, la buccia d’arancia seccata Curação entrò a far la parte del leone in questo mix che oggi si unisce al coriandolo, già conosciuto fin dai tempi dell’antica Roma, ed è proprio questo mix che dona alla bière blanche un sapore più fruttato e acidulo della cugina tedesca. Non si può dire che la birra “bianca” non abbia una grande tradizione! Ma perché bianca, visto che seppur velata per i lieviti in sospensione non è certamente di colore bianco? Il motivo risiede nel colore della schiuma che si genera durante la fermentazione.

Storia e tradizione appartengono a questo stile birraio che, incredibile a dirsi, ha rischiato l’estinzione a metà del XX secolo: oggi invece è molto apprezzato e in gran voga. Una blanche è da godersi sempre, estate e inverno, il suo tripudio è però la calda stagione proprio per le caratteristiche che abbiamo appena descritto.

E proprio in primavera la Birreria Roman ha presentato la sua nuova blanche, Roman Blanche des Flandres, in perfetto stile cioè ad alta fermentazione, rifermentata in bottiglia, con una alcolicità di 5% vol., dal classico sapore fruttato e agrumato ma con scarsa acidulità dovuta alla sua produzione con acqua di grandissima qualità. Sentori olfattivi orientati alle spezie dolci e agli agrumi, mentre al palato propone un gusto leggermente “pungente” e speziato ma comunque leggero grazie alla scorrevolezza del prodotto

Questa ottima bière blanche viene prodotta secondo la tradizione secolare che caratterizza le birre Roman, ricordiamo che le origini della birreria risalgono al 1545, ma ha un quid in più nel packaging della bottiglia, in particolare nell’etichetta. Contrariamente a quanto normalmente avviene, qui a predominare è il nome Roman, un marchio di garanzia per il consumatore: garanzia di qualità, tradizione, specialità. Chi beve la Blanche des Flandres deve capire che alle spalle del prodotto c’è la tradizione di una famiglia che da generazione produce birra, senza aver mai tradito la cultura originaria seppur proiettata nella modernità.

BDF glass 33 and 50cl & bottle 33 and 75cl

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Redazione Birra&Sound
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