Trappist Brewery Stift Engelszell

Engelszell

Era il l’8 febbraio 2012 quando, in occasione della prima cotta, l’abate Marianus Hauseder segnò un nuovo capitolo nella storia dell’abbazia Stift Engelszell.

Tradotto Cella Angelorum, l’unico monastero trappista austriaco, in Alta Austria lungo il fiume Danubio. Tornava alla vita il birrificio dei monaci cistercensi della Stretta Osservanza, cioè l’Ordine dei Trappisti, che il 23 maggio 2012 è stato riconosciuto come ottavo Birrificio Trappista.
Credo che tutti i nostri lettori conoscano il significato di birra trappista ma, partendo dal concetto che repetita iuvant, è bene ricordare che, per attribuire il marchio “prodotto autentico trappista” ad una birra, occorre rispettare principi inderogabili: impianto di produzione interno ad una abbazia cistercense della Stretta Osservanza, produzione brassicola diretta o supervisionata dai monaci, ricavi destinati unicamente al sostentamento della comunità monastica o per opere di carità. 
Trappistes
 
Parametri a cui l’antico monastero cistercense Engelszell, fondato nel 1293 dal vescovo di Passau Bernardo di Prambach, risponde perfettamente. Lunga e travagliata è la storia di questo monastero, sciolto nel 1786, poi nuovamente occupato da monaci nel 1925 fino ad ottenere nel 1930 l’appartenenza all’OCSO, Ordo Cisterciensis Strictioris Observantiae, unico in Austria, ed essere elevato al rango di abbazia nel 1931. 
L’intervento della Gestapo nel 1939 portò però alla chiusura dell’abbazia, con la cacciata e l’arresto di 73 monaci di cui 5 deportati in un campo di concentramento dove 4 vi persero la vita. Bisognava arrivare al dopo-guerra perché l’abbazia si ripopolasse e fosse ristabilita la vita monastica con il suo impegno di preghiera e lavoro, ora et labora, così come vuole la regola di San Benedetto. E finalmente ai giorni nostri, dopo la produzione di liquori, formaggi e miele, dall’Abbazia di Engelszell ecco la birra, e che birra!
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A descrivere le prime due birre prodotte sono i monaci stessi: Due birre dal gusto ben marcato, la cui densità è compresa tra 18 e 22 gradi Plato e un tenore alcolico tra il 7% e il 10%, … brassate con ingredienti naturali del posto, luppoli della regione di Mühl, miele biologico di Engelszell e lieviti ad alta fermentazione
I monaci trappisti di Engelszell seguono così la tradizione delle birre trappiste, grandi, forti e complesse, ma percorrono una strada autonoma che onora la loro storia e il forte legame con il territorio: il nome delle tre birre ad oggi prodotte, Gregorius, Benno e Nivard, è infatti un omaggio a tre monaci che nel tempo hanno avuto il ruolo di abate, mentre l’utilizzo di ingredienti coltivati localmente è espressione di rispetto della natura, di responsabilità etica ed ecologica dei monaci. 
Gregorius
 
 
 
 
Gregorius g.a. 9,7% vol.
La prima birra brassata è dedicata all’Abate Gregorius Eisvogel che guidò i trappisti, espulsi dal loro monastero in Alsazia durante la prima guerra mondiale, fino a Stift Engelszell diventandone il primo abate. Si presenta di un profondo color castano scuro, il classico “tonaca di frate”, al naso si avvertono note di castagna, anacardi e miele con prugna acida e sentori di erbe officinali mentre al palato emergono sapori di castagna, miele, liquirizia, moka, cacao, uva passa, amarena ed eucalipto. L’utilizzo unico di un lievito di vino alsaziano crea meravigliose note agrodolci, cui segue un tono di vaniglia, forse anche un po’ di origano. Il finale è lungo, leggermente aspro e asciutto.
 
 
 
 
BennomitGlas
 
 
Benno g.a. 7,2% vol.
Ha i colori di una giornata di sole in autunno nella valle del Danubio. Si avvertono al naso aromi di mandarino, ardesia, frutta tropicale, confettura di albicocche e amaretto, al palato si sentono sapori agrumati e un tocco di acidità dato dal limone, subito seguiti dal gusto di lievito, ciliegia e uva bianca con un leggero tono di menta. Il finale è lungo, asciutto, speziato e a base di erbe con note tardive di pompelmo.
Anche questa birra è dedicata ad un Abate, padre Benno Stumpf che arrivò a St.Engelszell dopo essere stato espulso dall’Abbazia Mariastern durante la seconda guerra mondiale. Sotto la sua guida, Stift Engelszell ha rinnovato i suoi edifici e la sua chiesa, costruita a metà del XVIII secolo in stile rococò.
 
 
 
 
 
Nivard
 
Nivard g.a. 5,5% vol. 
L’ultima nata nel 2014 per celebrare i 250 anni della consacrazione del monastero, prese inizialmente il nome di Jubiläumsbier, solo l’anno dopo venne dedicata a padre Nivard, Abate di Engelszell dal 1987 al 1991. La Nivard ha il colore dell’oro giallo, schiuma compatta e cremosa, bianca come la neve. Al naso emana aromi di maltolievito e frutta come la pesca e il pompelmo, in bocca si percepiscono sapori di agrumi, pompelmo, pesca, erbe ed incredibili note di miele. Il finale è secco, piacevolmente amaro di luppolo.
Il Birrificio Trappista di Engelszell, con le sue tre birre, va meritatamente ad arricchire la famiglia trappista e, pur mantenendo le classiche tipologie belghe, rispettivamente quadrupel, belgian ale ambrata e belgian ale chiara, si caratterizza per le sue ricette ben distinte, sicuramente un valore aggiunto. 
Possiamo degustarle nel nostro Paese grazie a G.S. Distribuzione Italia che costantemente seleziona per tutti noi prestigiosi marchi birrai.

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Redazione Birra&Sound
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