Brouwerij Roman

La Brouwerij Roman propone al mercato stili e gusti in grado di esaudire le esigenze del gestore e del consumatore più preparati

Con 11 birre in produzione brassate in impianti tecnologicamente avanzati ed una tradizione che la rende una delle fabbriche di birra fra le più antiche del Belgio, orgogliosamente indipendente e da generazioni a conduzione familiare, fa infatti parte della Belgian Family Brewer

Già nel 1545, a Mater, paese alla periferia della città di Oudenaarde nelle Fiandre occidentali, Joost Roman serviva nella sua locanda una birra di produzione propria. Da allora la famiglia Roman, al cui vertice ora si trova Lode Roman, ha gestito direttamente e ininterrottamente la Birreria, ampliando la sua gamma che oggi propone una vasta scelta di birre, sia ad alta che a bassa fermentazione; è dell’immediato dopoguerra la Romy Pils, del 1983 la nascita della Sloeber, del 1990 il lancio delle birre d’abbazia Ename.

Le andremo a conoscere da vicino ma qui è importante sottolineare la qualità degli ingredienti di tutte le birre Roman. L’acqua, chiave di volta di una birra di qualità, proviene da una fonte di proprietà poco distante dallo stabilimento; i malti sono selezionati tra le malterie locali (N. Frankrijk ?); i luppoli sono cechi, tedeschi ed una parte belgi; il lievito è stato creato in Birreria e il suo campione depositato nell’università di Bruxelles.

Gli impianti di produzione sono costantemente aggiornati e ampliati, anche se devo dire che entrando in sala di cottura sono rimasta perplessa perché le due cisterne di rame, bellissime, non mi davano un’immagine di modernità ed igiene…salvo poi scoprire che il loro interno è stato rivestito d’acciaio. Tutto il processo di produzione si sviluppa in Birreria, fino all’imbottigliamento o infustamento.

Quasi inutile qui sottolineare che le birre Roman rispettano la grande tradizione brassicola del territorio, gli oltre 450 anni di storia ne sono la testimonianza, ma è altrettanto forte un’aperta visione del mercato e la capacità non solo di interpretarlo ma di precederne le tendenze. Si può dire che la creazione della Romy Pils risponda proprio a questa lungimiranza, e il periodo della sua nascita è indicativo; è appena terminata la seconda guerra mondiale e la Birreria, in costante crescita anche in periodi critici come quello fra le due guerre, ricordiamo che nel 1930 è stato costruito un nuovo stabilimento accanto a quello vecchio, che un’eccezionale  birra scura, la Roman Oudenaards (dal 2003 porta il nome Adriaen Brouwer), ha raggiunto incredibili vette di vendita, che nonostante il periodo bellico non è mai stata interrotta la produzione, lancia sul mercato una birra a bassa fermentazione, la Romy Pils appunto: è un successo immediato ed ancora oggi questa pils belga è una delle birre più vendute…e non solo in Belgio.

Romy Pils è infatti la dimostrazione che i belgi non sanno fare solo birre forti o rifermentate: questa pils, con i suoi 5,1% di gradazione alcolica, è un ottimo esempio di questo stile birraio; si presenta con un colore dorato chiaro, con una schiuma fine ma compatta: ispira freschezza alla sola vista. Al naso l’aroma è delicato e fresco, grazie alle leggere note maltate e al sentore pungente del luppolo. In bocca possiede un corpo non carico, ma dimostra comunque personalità, con il malto iniziale che viene perfettamente “pulito” dalle note amarognole del luppolo ben presente.

Una birra per tutte le stagioni e tutti i piatti, ottima per dissetarsi e rinfrescarsi, soprattutto in una calda giornata estiva.

A distanza di una trentina di anni, nasce la Sloeber, e con questo marchio la Birreria Roman segna un’altra tappa importante del suo sviluppo: la produzione di birre ad alta fermentazione rifermentate in bottiglia. Nel nostro Paese, accanto alla Sloeber in bottiglia, troviamo la Sloeber Rossa esclusivamente in fusto. È una birra dal color ambrato limpido e dalla schiuma fine che sprigiona una personalità senza pari. Servita nel particolare bicchiere, emana aromi leggermente fruttati e speziati, mentre al palato dà il meglio di sé con un corpo delicato nonostante il grado alcolico (7,5% vol.), pervadendo la bocca con note caramellate e fruttate inizialmente, che si esauriscono in un amaro sostenuto ma non invadente. Un appuntamento immancabile, specialmente se accompagnata con sughi di carne o con formaggi freschi.

A distanza di poco tempo, siamo negli anni ’90, la Birreria Roman, alla già vasta gamma, unisce le prestigiose birre d’abbazia Ename, brassate secondo le regole del monastero omonimo distrutto a fine 1700dai rivoluzionari francesi. Le prime a veder la luce sono la Tripel e Dubbel a cui nel tempo seguono la Blonde e la Cuvée Rouge, tutte con il marchio Bière d’Abbaye Reconnue. Soffermiamoci sulla Ename Tripel, birra di elegante percorso gustativo.

Si presenta di un colore splendidamente dorato e ambrato e da subito si può notare la sua schiuma fine ma persistente, e il suo aroma caratteristico, con note dolciastre e maltate, condite da una leggera nota alcolica, che pizzica il naso senza mai infastidirlo. Ha un corpo robusto e strutturato, forte della componente alcolica (8,5% vol.), che ne caratterizza, insieme all’abboccato del malto e al sentore di agrumi, il carattere e il finale assai dolciastro. Si abbina ottimamente con gli affettati grassi, tipo salame, lardo o pancetta o con le carni in umido e gli arrosti.

Tre birre delle tante prodotte da Brouwerij Roman, un’azienda con un passato di più di 450 anni ed un occhio rivolto al futuro.

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Redazione Birra&Sound
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