Il mondo del beverage va a tutta birra

Il mondo del beverage va a tutta birra

Guru della craft beer, associazioni, ricercatori e aziende per parlare di luppoli autoctoni, nuovi lieviti, bottiglie e tendenze del prossimo futuro. Almeno un paio di sorprese ci aspettano il 30 maggio a Milano

Le pils, weizen, bock, la varietà delle aromatizzate… e poi le sottovarietà… e quelle “contenitore”, come le saison… e le nuove, come Indian Pale Ale, American Pale Ale e le Italian Grape Ale, sono solo alcuni gli stili della birra che negli ultimi venticinque anni hanno trasformato un mondo dominato da giganti industriali, posizionati sul mercato con tipologie abbastanza omogenee di birra, in un universo variegato con migliaia di marche indipendenti ognuna con la sua offerta. Basti pensare che l’edizione 2018, la tredicesima, del premio Birra dell’anno, di UnionBirrai, l’associazione che raccoglie la maggioranza dei birrifici artigianali italiani, identificava 37 categorie.

Non si tratta (solo) di un divertimento. Negli Stati Uniti la produzione di craft beer ha superato, nel 2017, i 26 miliardi di dollari in valore, a un passo dal rappresentare un quarto del mercato, secondo le rilevazioni della Brewers Association, e gli altri Paesi stanno correndo. L’Italia è nelle primissime posizioni almeno come dinamicità, precedendo patrie tradizionali della birra come il Belgio e l’Olanda che stanno risvegliandosi solo da un paio d’anni. Per fare un esempio, secondo una recente ricerca di Zenith Advisory, a fronte di un consumo pro capite di poco più di 30 litri l’anno, in Italia ci sono circa 950 birrifici artigianali, contro i 1250 tedeschi, ma con un consumo pro capite di 105 litri.

Le nuove prospettive della birra non potevano quindi che essere un tema di Glass Pack e Beverage Ingredients, i due eventi di riferimento rispettivamente per il mercato del vetro contenitore per food & beverage e gli ingredienti per le bevande e i liquid food in programma a fine maggio a Milano.

A tratteggiare le prospettive della bevanda, antica e sempre nuova, ci saranno mastri birrai “guru” come Agostino Arioli del Birrificio Italiano, e “brewers” coraggiosi che costruiscono sulla produzione per la vendita in proprio, come il nanobirrificio Lupus in Luna, a due passi dalle rovine dell’antica città di Luni tra Sarzana e Carrara, con un’inclinazione per gli stili aromatizzati.

Sul fronte degli ingredienti, interessanti novità sono in arrivo nell’ambito dei lieviti, e li racconterà il massimo esperto in Italia, Fabio de Filippi di Uberti Venezia, mentre il luppolo continua a riservare sorprese. Le analisi genetiche e chimiche con lo spettrometro di massa in corso all’Università di Parma stanno rivelando non solo la grande biodiversità presente nei luppoli, al di là delle canoniche varietà coltivate anche da secoli, ma che cultivar non originariamente presenti in un territorio, una volta stabilitesi, presentano differenze nella caratteristiche chimiche anche significative rispetto all’originale. In altre parole, anche per il luppolo, e quindi per la birra, esiste il “terroir”. E la Lombardia, la regione con la maggior quantità di “brewers”, di terroir ne ha diversi. In arrivo anche la birra una denominazione di origine?

Ricerche rigorose come queste non possono che incoraggiare chi si adopera per l’utilizzo dei luppoli italiani autoctoni (anche qui Agostino Arioli è stato pioniere) e per acclimatare da noi le grandi cultivar internazionali. Chissà quali birre berremo tra cinque anni. Certamente birre con una dignità sempre più rispettata, cui solo il principe dei materiali per i contenitori, il vetro, potrà fare da veicolo. Cadono sette anni in questi giorni dalla presentazione della Bottiglia Universale concepita da UnionBirrai per connotare la birra artigianale italiana. L’incontro in Fiera sarà l’occasione per conoscere in anteprima le prossime evoluzioni.  Ad ospitare questi interventi sarà la sessione “Nuove prospettive  per la birra in vetro” in programma il 30 maggio dalle ore 11.00 nel padiglione 14 di Fiera Milano, a Rho.

Glass Pack e Beverage Ingredients sono in programma dal 29 maggio al 1 giugno e sono organizzate in lo-location con Ipack-Ima dal 29. Le due manifestazioni sono caratterizzate da un’area espositiva affiancata a un ricco programma di conferenze e workshop. Maggiori dettagli e informazioni per partecipare rispettivamente agli indirizzi www.glasspack.show e www.beverage.show .

Glass Pack e Beverage Ingredients sono organizzate da A151, la service company leader in Italia nella comunicazione e nella formazione nel settore del vetro contenitore e del vetro piano. 

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